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lunedì 24 ottobre 2016

Errori Grammaticali Piu’ Comuni in Italiano

ERRORI GRAMMATICALI PIU’ COMUNI IN ITALIANO- Gli italiani, lo sanno tutti, sono un popolo meraviglioso, ma come tutti i comuni mortali, hanno delle pecche, alcune molto evidenti. Solamente i puristi della lingua sono in grado di conoscere alla perfezione tutte le regole della lingua italiana applicate al linguaggio parlato, alle conversazioni. La maggioranza purtroppo commette innumerevoli errori grammaticali e neanche se ne rende conto. Ecco alcuni esempi di errori più comuni che facciamo quando parliamo.
IL CONGIUNTIVO-  Croce e delizia della lingua italiana. I verbi, vanno capiti ed imparati e non c’è cosa più fastidiosa di una persona che cade proprio sul congiuntivo, come se fosse l’indice per capire a che livello si è messi con la lingua parlata! È un vero e proprio tallone d’Achille!

Come si usa PIUTTOSTO CHE - E' in testa agli errori grammaticali commessi dagli italiani. Prima di tutto: piuttosto che significa "più che" o "anziché". E non "o"!!! Quindi "andiamo al mare piuttosto che il montagna" non esiste, è illegale, da bollino rosso.
I pronomi GLI E LE-  Sembra facile, ma non lo è affatto per molti connazionali che usano spesso i pronomi in maniera scorretta. I pronomi, in effetti, sono un altro grande scoglio. “Gli ho detto che era molto simpatica”. In questo caso, riferendoci ad una persona di sesso femminile, bisogna usare il pronome “le”: “Le ho detto che era molto simpatica”. Preso nota?
PURTROPPO o PULTROPPO- Uno degli errori più comuni: ovviamente pultroppo non esiste, perciò fate attenzione. La forma corretta è purtroppo, ossia un avverbio il cui significato è: malauguratamente, disgraziatamente, sfortunatamente.
PROPRIO o PROPIO- Quando parli o scrivi sei sempre indeciso? Facciamo chiarezza: Propio", è una parola che appartiene all'italiano cosiddetto "popolare"  tipico di coloro che hanno come punto di riferimento il dialetto. "Proprio" è la parola esatta: può essere sia un avverbio, come nella frase "non ci penso proprio"; un aggettivo, come in "ognuno ha la propria opinione".
A GRATIS- Come? Notate anche voi qualcosa di strano? Non si usa mai dire così, ma solo un semplice “Gratis”.
Il pronome LORO- Nella lingua parlata spesso si usa loro come soggetto (“Loro ci andranno”) oppure quando si trova dopo il verbo (“Lo faranno loro”). Non vi confondete quindi: non si dice mai “il di loro” o “la di loro”, ma “il loro” e “la loro”.
MA PERO’- Ma è una congiunzione avversativa. Nel linguaggio parlato spesso la si rafforza con però. Tuttavia, questo è un errore grammaticale, perché ma e però hanno lo stesso identico significato. Basta il solo ma o il solo però, non dimenticatelo!
L’ARTICOLO davanti al NOME- Chi non ha un amico del nord Italia? 
La Paola, la Francesca. Errore!!! Infatti è uno dei più comuni, ma mai mettere l’articolo davanti ad un nome di persona. Per chiarire, l’articolo potrà essere usato davanti a un cognome (i Cesari, gli Scipioni) e al singolare se seguiti da un aggettivo ( il grande Leonardo Da Vinci), o per il titolo di un ‘opera d’arte o di letteratura (l’Amleto).
I SUPERLATIVI IRREGOLARI-  Qui vi cogliamo impreparati! Acre fa acerrimo
aspro asperrimo, celebre fa celeberrimo, integro fa integerrimo, misero fa miserrimo, salubre saluberrimo. Inoltre, benefico, magnifico e munifico fanno irregolarmente beneficentissimomagnificentissimo e munificentissimo.
Entusiasto o ENTUSIASTA? Si usa "entusiasta" per maschile e femminile, mentre al plurale si usa entusiasti ed entusiaste. Mai declinarlo al maschile.

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