sabato 22 settembre 2012

Parole Omofone

In Italiano, la lettera ‘h’ e' muta (silent!). Allora si creano delle parole omofone, cioe' parole che si sentono uguali ma il significato e l' ortografia sono diversi. Ecco alcune:
Gruppo 1
ho (del verbo AVERE, 1a persona)  "Ho uno zio che abita a Roma."
oh esclamazione: "Oh, che pasticcio hai combinato!"
o ‘or / ή ’: "Vuoi il gelato o la torta?"

Gruppo 2

hai (del verbo AVERE, 2a persona) :" Hai una penna?"
ahi Esclamazione: "Ahi, mi sono fatto male al dito!"
ai (preposizione "a" articolata): "Serena ha dato da mangiare ai gatti.
Gruppo 3
ha (del verbo AVERE, 3a persona): "Carlo ha una FIAT Punto."
ah Esclamazione: "Ah, che bella giornata!"
a (preposizione): "Puoi dare questo libro a Claudio per favore?"
Gruppo 4
hanno (del verbo AVERE, 3a persona plurale): 
"Geoff e Serena hanno due gatti."
anno


Gruppo 5 

("έτος" / ‘year’):
"L’ anno scorso siamo andati in Umbria

  

COSTA (mare)
COSTA (verbo)

REMO (mare)
REMO (nome)

SALE (spezia)
SALE (salire)

LECCO (citta')
LECCO (leccare)

RABBIA (rancore)
RABBIA (malattia)

FALLO (anatomia)
FALLO (calcio)
FALLO (fare)
 

Un esempio, in italiano, è la parola miglio: il miglio è una pianta ma è anche un'unità di misura. A due significati (ed etimi) diversi corrisponde una stessa parola (miglio) che si pronuncia e si scrive allo stesso modo. In questo caso, le due parole sono definite anche omonime; sono cioè uguali graficamente e per pronuncia, pur avendo due diversi significati. Non ci sono, di solito, ambiguità, quando tali parole sono inserite in un contesto. Per esempio: "mangiare il miglio" e "correre l'ultimo miglio".
Un altro tipo di omofoni sono quei gruppi di parole che si compongono in modo differente ma si pronunciano nello stesso modo; per esempio: "la normale" e "l'anormale", oppure il nome "Giada" e "già da"
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