CAMBIAMENTO DEL
GENERE
In base alle variazioni del
genere il nomi si divide in:
·
nomi mobili:
cambia la desinenza;
·
nomi indipendenti:
cambia completamente il nome;
·
nomi comuni:
ha la forma uguale e cambiano soltanto gli elementi che si riferiscono ad esso;
·
nomi promiscui:
riferiti agli animali, hanno solo una forma e bisogna aggiungere “maschio” o “femmina”.
NOMI FEMMINILI DI
PROFESSIONE
I nomi femminili di
professioni usati da molto tempo hanno una propria desinenza.
Quelli di nuove professioni
però bisogna aggiungere maschio o femmina.
FALSI CAMBIAMENTI
DI GENERE
Bisogna stare attenti ai nomi
che sembrano avere un significato uguale ma non è così.
CAMBIAMENTO DEL NUMERO
NOMI INVARIABILI
Sono nomi che non cambiano in
base al numero.
NOMI DIFETTIVI O IRREGOLARI
Sono nomi che mancano del
sing. o del plur.
Hanno solo il singolare i
nomi:
- di mesi, festività
- malattie
- elementi
chimici e metallici
- alimenti
- astratti
- collettivi
- elementi
unici
- sensazioni
fisiche
Hanno solo il plurale i nomi
di:
- oggetti formati da due o più parti
- una pluralità di oggetti o
azioni
- derivano
dai pluralia tantum latini
Ci sono dei nomi che cambiano
significato dal sing. al plur.
maschili
terminanti in –o che al plur. Diventano fem.
che
variano completamente nella forma del plurale
NOMI SOVRABBONDANTI
Sono nomi che hanno un
singolare e due plursali di significato diverso.
Il braccio: i
bracci (di una poltrona, del fiume)
le
braccia (di una persona)
Il fondamento: i
fondamenti (della scienza)
le
fondamenta (di una struttura)
Il grido: i gridi
(degli animali)
le
grida (delle persone)
Il corno: le corna
( degli animali)
i
corni (strumenti musicali)
L’osso: le ossa (di una
persona)
gli
ossi (degli animali macellati)
Il muro: i muri
(di casa)
le
mura (di città)
Il membro: le
membra (del corpo)
i membri ( di un gruppo)
Il filo: le fila (
del discorso)
i
fili (d’erba, di luce)
Il gesto: i gesti
(movimenti)
le
gesta (imprese)
Alcuni nomi in –o possono
avere due plurali in –i ed –a con lo stesso significato.
Alcuni nomi possono avere due
sing. in –iero (uso comune) e –iere (uso letterario).
Alcuni nomi presentano entrambi
i generi e i numeri.
Nei plurali di nomi
stranieri è meglio conservare la forma singolare.
IL NOME E LA
STRUTTURA
NOMI PRIMITIVI E
NOMI DERIVATI
I nomi primitivi non derivano da un altro nome
della stessa lingua ma provengono direttamente da altre lingue e
sono composti da una radice seguita dalla desinenza.
I nomi derivati derivano da altri nomi della
stessa lingua e sono composti da prefissi e/o suffissi.
I nomi alterati si suddividono
in:
- diminutivi:
indicano piccolezza oltre il normale (-ino, -icetto, -etto, -ello,
-icello, -erello, -icciolo, -otto);
- vezzeggiativi:
indicano grazia e simpatia (-uccio, -olo, -acchiotto, -uzzo);
- accrescitivi:
indicano grandezza (-acchione, -accione, -one);
- dispregiativi: indicano disprezzo (-accio,
-astro, -onzolo, -ercolo, -ucolo, -
upola, -iciattolo, -azzo).
PARTICOLARITÀ
DEGLI ALTERATI
- tra i diminutivi e vezzeggiativi a volte non c’è differenza;
- alcuni suffissi possono
indicare più alterati;
- alcuni
alterati si sono lessicalizzati ed hanno aggiunto un significato proprio
(lancia <λόγχη, δόρυ> - lancetta <νυστέρι, δείκτης ρολογιού.>);
- ci sono alcuni falsi alterati (canino <κυνόδοντας> non è alterato di cane)
da: http://phabio.altervista.org/appunti/nome.html

